I NOSTRI PRIMI 150 ANNI

Il 16 Marzo nella nostra sede di Via Tedeschi, tutti gli alunni si sono recati in corridoio e messi in fila, ci sono stati dati dei fogli con scritto l’inno di Mameli e delle bandiere, alcune delle quali avevano un meccanismo che faceva suonare l’inno italiano.

Nel corridoio dove eravamo tutti allineati è stato posto un registratore con un megafono davanti e, ad un segnale convenuto, tutti insieme abbiamo iniziato a cantare e a sventolare le bandiere. È stato molto emozionante, si vedeva che gli occhi di tutti noi erano attraversati da uno speciale turbamento nell’intonare con i propri compagni l’inno del nostro Paese. È stato un sentimento strano, nuovo e bellissimo che ci faceva sentire uniti, partecipi di un unico destino. Alcuni di noi aveva la mano sul cuore e a qualche professore è scesa una lacrima di commozione.

L’atmosfera così partecipativa era accompagnata anche da un’aria di gioia al pensiero che il giorno dopo sarebbe stata festa e non saremmo dovuti venire a scuola.

ARCIMBOLDO E L’ARANCIA

Quando la professoressa di arte ci disse che, per la tematica scelta, ovvero il cibo nella stagione invernale, potevamo fare un fumetto, non sapevamo proprio come fare. Visto che noi amiamo i fumetti, non volevamo cambiare l’idea suggerita e passare, per esempio, ad un comune cartellone. Quindi ci siamo spremuti le meningi e, alla fine abbiamo ideato qualcosa di originale e di allegro: un’arancia che parla al pittore Arcimboldo, perché lo vuole convincere a dipingerla. Lo so che sentendo la nostra idea, avete pensato che è un po’ strana, ma dovete ammettere che è carina! Allora ci siamo dati da fare a scrivere le battute dei personaggi e a realizzare molti bozzetti per le varie scene. Poi abbiamo definito tutti i disegni, scannerizzati e colorati con un programma di grafica ed, infine abbiamo stampato il nostro fumetto.
La classe II M

Tutti a teatro con la I A

Noi della classe I A stiamo svolgendo un laboratorio teatrale, la nostra insegnante di teatro è molto brava perché riesce a gestire in uno spazio molto piccolo tutti noi ragazzi che siamo ben 28. come tema abbiamo scelto il cavallo di Troia perché l’epica ci è piaciuta molto  e abbiamo anche  realizzato “un’Iliade a modo nostro”con una piccola raccolta di rime e disegni. In scena non abbiamo oggetti, siamo come tanti mimi, l’insegnante quindi ci fa esercitare con  il linguaggio del corpo, il che è molto bello ed educativo. Inoltre ci giova anche fisicamente perché prima di iniziare il teatro ci riscaldiamo i muscoli con degli esercizi di  stretching. A noi questo laboratorio piace molto, perché pur essendo tanti, riusciamo a lavorare e soprattutto ci divertiamo molto.

La IA

Tutti a teatro con la I R

Per quasi tutto l’anno abbiamo fatto un laboratorio intitolato “I labirinti” e per la fine dell’anno stiamo preparando una specie di “lezione aperta” per mostrare a tutti i risultati del nostro lavoro. Le scene saranno rappresentate dai nostri disegni molto numerosi: labirinti in cui ci siamo persi e ritrovati molte volte. Per il 9 giugno a teatro  pensavamo di iniziare con delle frasi di  alcuni nostri compagni che dicono cose negative e positive della IR e poi mostrare il cambiamento avvenuto in questi mesi. Poi pensavamo di fare ciascuno una scena del combattimento tra Teseo e il Minotauro, in particolare la scena in cui quest’ultimo viene ucciso. Siete tutti invitati!

 La I R

Tutti a teatro con la I M

 

 

Noi della I M il 9  di giugno, insieme alle altre prime faremo uno spettacolo teatrale. Per questo leggendo qualche brano antologico, abbiamo dapprima ricavato diverse  informazioni. Dal 10 marzo abbiamo iniziato tutti insieme a metterci al lavoro. Con fantasia e creatività abbiamo realizzato uno spettacolo molto significativo sull’albero. Lo spettacolo narra l’abbattimento di una foresta: prima è tutto normale  cioè gli alberi non sono abbattuti e, man mano che ogni albero cresce, noi ragazzi esprimiamo un desiderio… ma poi all’improvviso è tutto abbattuto e distrutto. Inoltre due nostre compagne diranno una poesia significativa sull’albero. Siamo diventati dei veri attori e per questo vi invitiamo a venirci a vedere in teatro. Buon divertimento.

La IM.

Il museo di zoologia

II giorno 75\10 siamo andati al museo di zoologia. Per prima cosa ci siamo recati in un laboratorio dove una guida che ci ha fatto vedere su un grande schermo collegato al microscopio  gli esperimenti con i vetrini che avevamo preparato noi. Era molto bello, anche in dei vetrini così piccoli c’erano esseri che si muovevano! Poi siamo andati dentro il museo dove  un’ altra guida, ci ha fatto vedere una parte con degli animali imbalsamati: galline, galli, pesci, farfalle, scarabei ecc. Poi c’erano stanze che avevano diverse ambientazioni: una  buia che rappresentava il mare profondo di notte con i pesci, nella stanza dopo c’era un gorilla e delle cassette vicino in cui la guida ci ha fatto sentire diversi odori alcuni erano piacevoli altri no . C’era una stanza che rappresentava una grotta con i pipistrelli e altre che rappresentavano il deserto, poi siamo andati a vedere gli orsi e poi siamo tornati  a casa. Mi e’ piaciuto un sacco perché molti  animali imbalsamati sembravano veri. Sembrava tutto  molto realistico. Tutto sommato i  5 euro dell’entrata sono stati spesi bene!

La IR,

Poesia “L’ANORESSIA”

       Ogni anno, ad ogni classe, viene affidato un argomento diverso da approfondire durante il percorso scolastico con ricerche e cartelloni. Quest’ anno,a noi della II F, è toccato il cibo. Ora, abbiamo affrontato e studiato varie sfaccettature di questo vasto argomento, ma quello che più ci ha colpito e che c’è rimasto impresso, quasi sconvolgendoci, è l’anoressia, una forma di rifiuto psicologico del cibo.

Questo problema, a noi due, ha suggerito la seguente poesia:

Apro gli occhi e sono nel buio

Non c’è terra sotto di me,

una morsa mi avvinghia il petto.

Non riesco a pensare,

mi sento compressa.

Una luce laggiù,lontano.

Cerco di muovermi,

è troppo tardi,cado a terra.

Non posso più andare avanti.

D’ un tratto tutto è chiaro,

mi vedo al tavolo:

perché non mangio?!

Piango,sento freddo,

sono tutta ossa

non voglio,non posso mangiare.

Eccolo di nuovo:il buio…

L’oppressione…                                                                                                           

Aiuto…

Elisabetta Di Renzi e

Teresa Brunetti  II F

Laboratorio “ Sopra il cielo di S. Basilio”

Noi della II R abbiamo letto un libro : “ Sopra il cielo di S. Basilio”  e ci è piaciuto molto perché raffigura la nostra vita di tutti i giorni. Parla di un ragazzo Marko con la “K”,straniero proveniente dalla Bosnia, che viene discriminato dai suoi compagni di classe ma che, durante una partita di calcio, diventerà invece un eroe grazie alla sua abilità nel gioco. Partendo da questo libro e dalla visione del film “Billy Elliot”, aiutati da una mediatrice moldava, Tatiana Tocarciuc, abbiamo cercato di capire da che cosa è rappresentata la nostra identità e quella degli altri, cosa fa scattare stereotipi e pregiudizi e alla fine che significhi razzismo e quanta sofferenza questi termini si portino dietro. Stiamo provando a rappresentare il libro , cambiando il nome del protagonista  da Marko con la “K” a Eduardo con la “U” perché in classe c’è un compagno che si chiama così. Non sappiamo ancora se avremo il tempo sufficiente per riuscire a realizzare questa rappresentazione ma ci piacerebbe.

La II R

Esperienza IIR “ Anni spezzati”

 

Il giorno 22 aprile tutte le classi seconde di tutte le sedi si sono recate alla sede di via Facchinetti per assistere ad un incontro con una delle autrici del libro “Anni spezzati”, Lia Frassineti, ed ascoltare una testimonianza: quella di Susanna Colombo. Tutte le classi avevano la possibilità di fare delle domande o riportare le loro impressioni dopo la lettura del libro. Per quanto riguarda noi le emozioni provate sono state molte e molto diverse  tra loro: tristezza, malinconia, compassione e felicità quando una storia finiva bene, ci siamo sentiti fortunati per non essere stati tra quelle persone. In particolare ci è piaciuto molto il primo racconto del libro, quello che riguarda  il Signor Piero. Ci è piaciuto molto il cambiamento di atteggiamento del protagonista narratore, il ragazzo Jacopo studente di scuola superiore che si lascia coinvolgere nel racconto della terribile esperienza del sig. Piero perché, in fondo anche noi, come alunni ci ritroviamo nelle forti emozioni che prova la classe di Jacopo.

La II R

Progetto tutor “generazioni” a confronto. I M

 

Tutti noi ragazzi di prima media, tre per classe, abbiamo partecipato al “progetto tutor”. Abbiamo avuto 4 incontri con le psicologhe che ci hanno preparato all’incontro con i bambini di quinta. Nelle quinte abbiamo fatto dei lavori diversi: cartelloni in cui spiegavamo le differenze e le somiglianze tra elementari e medie, illustrazione dei progetti della nostra scuola, organizzazione con il prof. Aloi  di un concerto in loro onore. Nell’ultimo incontro ci siamo fatti raggiungere nella nostra scuola e gliela abbiamo mostrata, facendo loro anche un piccolo regalo: una rana  sopra una ninfea. Il 7 settembre avremo ancora un incontro con le psicologhe e poi rincontreremo i bambini di quinta, ormai divenuti nostri compagni alle medie. Crediamo che la nostra esperienza sia stata bella  anche se ci siamo resi conto che gestire 24 ragazzini è una vera croce! Abbiamo confrontato la nostra esperienza con i ragazzi di II R che hanno già fatto i tutor da poco e anche loro ci hanno detto che  raccomandano questa esperienza solo a chi ha molta pazienza. Tutti siamo stati d’accordo : non desideriamo fare i maestri da grandi!

I tutor della  I M

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